LE PRINCIPALI ANOMALIE DEL FUSTO DEI CAPELLI

Possono essere diverse le anomalie che riguardano il fusto dei capelli, ossia la parte visibile che fuoriesce dall’ostio follicolare, costituita prevalentemente da cheratina, nonché da acqua, grassi e sali minerali  che, nelle giuste quantità, ne garantiscono la salute e la bellezza.

Esistono infatti circostanze, dalle predisposizioni ereditarie ai fattori di natura fisico – chimica, ambientale che possono compromettere questo delicato equilibrio, determinando situazioni anomale che, se non riconosciute e affrontate per tempo, possono causare danni a volte irreversibili.

In base a specifiche caratteristiche, se ne possono distinguere varie tipologie:

  • Irregolarità del fusto: Capelli affusolati e fenomeno di Pohl-Pinkus, Peli a baionetta, Moniletrix, Pili annulati, Pili bifurcati, Pili multigemini, Pili canaliculi o Capelli impettinabili.
  • Rottura del fusto: Tricoclasia, Tricoptilosi, Tricoschisi, Tricoressi nodosa, Fratture fusiformi.
  • Arricciamenti del fusto: Capelli lanosi, Pili torti, Pili pseudotorti, Triconodosi.

IRREGOLARITA’ DEL FUSTO

Capelli affusolati

Sono caratterizzati da restringimenti affusolati lungo il fusto, dovuti ad un rallentamento temporaneo e ripetuto dell’attività riproduttiva delle cellule della matrice. Si tratta di un’anomalia acquisita, molto spesso collegata all’assunzione di farmaci, malattie infettive febbrili, ulcera peptica, traumi ripetuti da trazione (tricotillomania). Una variante dei Capelli affusolati è il fenomeno di Pohl-Pinkus dove il restringimento è solo nella parte più vicina alla radice del capello ed è spesso da ricondursi ad interventi chirurgici, traumi, emorragie, insorgenza di malattie sistemiche ecc.

Peli a baionetta

I capelli presentano un fusto affilato con un ingrossamento iperpigmentato della corteccia prima dell’assottigliamento. Sono tipici di chi soffre di ittiosi, ma si possono riscontrare anche nella dermatite seborroica e in chi è sottoposto a terapie antitumorali.

Moniletrix

Il fusto ha complessivamente un aspetto che lo fa assomigliare ad una collana (da cui il termine moniletrix) poiché presenta a distanza regolare l’uno dall’altro, rigonfiamenti di circa 1 mm, detti “nodi”. Questi sono spesso privi di cuticola e separati da restringimenti affusolati detti “internodi”, che presentano scanalature longitudinali in cui sono presenti le cellule cuticolari, ma alterate e dove più frequentemente si verificano le fratture (clasie). Il capello si spezza con grande facilità ad 1-2 cm dalla cute dando origine ad una pseudo-alopecia diffusa che interessa soprattutto le zone di maggior sfregamento come la nuca.  Il cuoio capelluto presenta tipiche papule follicolari cheratosiche. Il Moniletrix si evidenzia fin dai primi mesi di vita e tende a migliorare con l’età senza tuttavia regredire completamente. Si tratta di un’anomalia di origine ereditaria e può colpire anche i peli di tutti i distretti cutanei.

Pili annulati

In questo tipo di capelli il fusto, la cui cuticola si presenta strutturata in maniera regolare e con lievi scanalature, è caratterizzato da bande alternate chiare e scure. Ciò è dovuto a microbolle di aria che si trovano tra la corticale e le cellule della corteccia. Queste aree risultano infatti chiare se osservate a luce incidente e diventano invece scure se la luce è posta dietro al capello (microscopio, ripiano illuminato) dando al capello un caratteristico aspetto “zebrato”. Si tratta di un difetto su base genetica, determinato da una irregolare attività delle cellule della matrice del capello che cresce più lentamente del normale e può risultare più fragile, anche se, nel complesso risulta esteticamente gradevole in quanto dà l’effetto di una capigliatura “lucente”.

Pili bifurcati

Dal follicolo fuoriesce un pelo che si biforca dando origine a due peli distinti ognuno con la propria cuticola. Si differenzia dalla tricoptilosi in quanto, in quest’ultima anomalia, la cuticola è assente.

Pili multigemini

Da uno stesso follicolo possono uscire fino sette/otto peli distinti e completi. Si tratta di un’anomalia di sviluppo del follicolo pilifero, piuttosto rara, dove numerose papille e matrici dotate di guaine epiteliali interne proprie, (mentre la guaina epiteliale esterna rimane unica), producono peli che escono da un solo ostio follicolare. La causa è da attribuire probabilmente a compressioni meccaniche non omogenee fra le varie guaine.

Pili canaliculi

Lo stelo, provvisto di cuticola, si presenta trasversalmente di forma triangolare, dovuta ad una o più scanalature longitudinali. Si tratta di un’alterazione ereditaria che determina capelli biondo-argenteo o giallo-grigiastro che non possono in alcun modo essere pettinati (capelli impettinabili) e che si spezzano facilmente nel tentativo di poterli domare. La probabile causa è da ricercarsi in una irregolare cheratinizzazione della guaina epiteliale interna che diventa precocemente troppo rigida, alterando il capello in crescita. Di solito appare nei primi anni di vita, per poi migliorare nell’adolescenza.

ROTTURA DEL FUSTO

Tricoclasia

Si tratta di una frattura trasversale del fusto che interessa solo la parte centrale ossia corteccia e midollo, mentre la cuticola rimane integra. Non è determinata da malattie o predisposizioni genetiche, ma è  per lo più legata a traumi di tipo chimico (colorazioni e decolorazioni). I capelli si spezzano nella parte superiore del follicolo mentre le radici non cadono. Nelle fasi iniziali i capelli non risultano particolarmente fragili, ma continuando gli eventi di tipo traumatico, si può determinare la rottura della cuticola e lo spezzarsi dei capelli sino in prossimità del cuoio capelluto. Quest’anomalia è inoltre caratterizzata dalla comparsa di nodi. Nei casi meno gravi i capelli si spezzano proprio in prossimità di questi nodi. Nei casi più gravi il danno è irreversibile e occorre tagliare i capelli, asportando le parti danneggiate.

Tricoptilosi

Più comunemente conosciuta come “doppie punte”, è una frattura longitudinale del capello, che, dopo una prima fase di perdita della cuticola, finisce letteralmente per sdoppiarsi. Può essere intermedia o terminale e si verifica solo per danni fisico-chimici. Una delle principali cause è il calore (eccessivo uso di phon e piastre), ma anche spazzolature troppo energiche e trattamenti aggressivi come permanenti, colorazioni e decolorazioni, senza il dovuto utilizzo di prodotti idratanti ed emollienti atti a conservare l’integrità della cuticola.  Si accentua in estate a causa dell’esposizione ad agenti esterni come raggi solari, sale marino o cloro della piscina che inaridiscono la chioma, rendendo i capelli secchi e soggetti a spezzarsi facilmente. Anche in questo caso, di fronte a fratture longitudinali di parecchi centimetri, l’unica soluzione è il taglio dei capelli.

Tricoschisi

E’ una frattura trasversale del fusto senza rigonfiamenti,  dovuta a carenze proteiche e soprattutto di zolfo. I capelli si presentano appiattiti, secchi, irregolarmente conformati e ruvidi.

Tricoressi nodosa

E’ caratterizzata da rigonfiamenti tondeggianti, fragili e facilmente soggetti a frattura. In una prima fase vi sono aree bianche visibili solo al microscopio determinate dalla perdita della cuticola, cui seguono nodi o rigonfiamenti ben evidenti, dovuti all’allentamento della struttura corticale, sino ad arrivare alla rottura vera e propria (che avviene con aspetto tipicamente “sfrangiato”, a pennello).  Le cause possono essere di natura ereditaria oppure, la più comune, a seguito di stress fisici e chimici (phon, spazzole, acconciature, permanenti, colorazioni, shampoo frequenti con prodotti aggressivi ecc.). Chi soffre di questa anomalia presenta capelli che, oltre ad essere fragili e facilmente soggetti a rottura, risultano opachi e dalla crescita ridotta o addirittura impossibile.

Fratture fusiformi

Si verificano principalmente nei “capelli affusolati” in concomitanza con i restringimenti. La parte residua del capello presenta il tipico aspetto “a punta di matita”.

ARRICCIAMENTI DEL FUSTO

Capelli lanosi

Capelli crespi come quelli tipici dell’etnia nera possono esserci anche nei caucasici. Questo tipo particolare di capigliatura è dovuto, nella stragrande maggioranza dei casi, ad una malattia ereditaria che può essere già manifesta alla  nascita oppure nei primi mesi di vita. I riccioli, con un diametro di 0,5 cm sono molto ravvicinati, difficili da pettinare e risultano particolarmente fragili. In genere la crescita dei capelli è normale, ma la fase anagen può risultare incompleta, con alterazione del ciclo vitale dei capelli che, di conseguenza, non riescono a raggiungere una lunghezza normale. La malattia può essere generalizzata e interessare tutto il cuoio capelluto, oppure circoscritta sotto forma di nevo con capelli lanosi. Esiste inoltre una forma, sempre ereditaria,  che ha il suo esordio nell’adolescenza, riguarda prevalentemente i maschi, colpisce le zone occipitale e temporale dove i capelli iniziano a scurirsi e ad arricciarsi, può arrivare a coinvolgere l’intero cuoio capelluto e, a volte, anche regredire. I fusti dei capelli lanosi hanno sezione ovoidale e spessore ridotto, presentano curvature o torsioni con il risultato finale di un notevole arricciamento. Non sono pettinabili, ma nell’età adulta possono spontaneamente diventare meno ricci e fragili

Pili torti

Come si evince dal nome, il fusto non è rettilineo, ma presenta torsioni di 180° su se stesso (di solito da 3 a 5) ad intervalli regolari. In questi tratti la sezione da circolare diventa ellittica e si caratterizza per la sua fragilità. Il capello generalmente si spezza a 4 – 5 cm dallo sbocco del follicolo. La causa prevalente è dovuta ad anomalia ereditaria, mentre molto scarse sono le segnalazioni di pili torti dovuti a traumi acquisiti e ripetuti.

Triconodosi

E’ un’alterazione del fusto dovuta a legature troppo strette e forzate che portano i capelli letteralmente ad annodarsi. E’ tipica dei capelli crespi e si verifica soprattutto nei capelli lanosi o di tipo afro. I capelli risultano molto più fragili in corrispondenza dei nodi in quanto la cuticola risulta disgregata e la corteccia pertanto esposta e vulnerabile. E’ proprio in questi punti che si verificano più facilmente le fratture dovute a traumi di tipo chimico o fisico.

Sindrome dei capelli impettinabili

Con questo termine viene definita una situazione in cui i capelli non possono essere pettinati e trattamenti energici per riuscire ad ottenere un’acconciatura accettabile, possono generare le prevedibili e inevitabili conseguenze della rottura dei fusti. La sindrome dei capelli impettinabili la si riscontra in presenza di malformazione dei fusti, di solito Pili canaliculi, Capelli lanosi o Pili torti.

COME PREVENIRE LE ANOMALIE DEL FUSTO

Abbiamo elencato solo alcune delle anomalie che possono affliggere il fusto e determinare, nel migliore dei casi, una chioma in disordine. Come abbiamo visto, le cause possono essere congenite, per cui  ovviamente non è possibile parlare di prevenzione oppure derivare da comportamenti scorretti. In quest’ultimo caso è invece assolutamente doveroso prendere coscienza delle conseguenze di determinate azioni, valutare se certe scelte di carattere estetico (decolorazioni selvagge, permanenti, piastre utilizzate in maniera sistematica…) siano adeguate per la salute dei propri capelli e prestare la dovuta attenzione alla loro cura, fatta con prodotti adatti, nella routine così come nei trattamenti periodici. Non dobbiamo mai dimenticare che i lavori  del parrucchiere eseguiti su capelli disidratati, con fusti gravemente danneggiati, non solo peggiorano sensibilmente la qualità degli stessi, ma comportano anche pessimi risultati dal punto di vista estetico (uno dei più classici…l’effetto paglia) perché, sarete d’accordo con noi, non ci può essere bellezza in capelli privi di salute! Affrontare lavori estetici (colorazioni, decolorazioni ecc.) con capelli in forma, non solo migliorerà sensibilmente la qualità del risultato finale, ma ridurrà decisamente l’impatto invasivo di queste operazioni, senza dimenticare che più che mai, capelli trattati, avranno comunque necessità di cure e attenzioni particolari. Ricordiamoci inoltre che l’estate non è amica dei capelli per cui, affrontiamola con lunghezze in salute, non abbandoniamo mai la nostra sana routine per conservarle tali e adottiamo tutti i provvedimenti del caso per proteggerli dalle insidie cui inevitabilmente andranno incontro.

Anche nel caso di anomalie congenite del fusto dei capelli,  è comunque indispensabile avere routine di cura e trattamenti periodici con prodotti specifici che possano apportare la giusta idratazione, emollienza e dare un valido aiuto nella delicata fase della ristrutturazione.

LE SOLUZIONI SECONDO NATURA DELLA LINEA TRICOLOGICA IKS

Per prevenire le anomalie delle lunghezze è opportuno avere sane abitudini che partono dalla consapevolezza delle esigenze dei capelli, dal momento della detersione sino alla piega, senza dimenticare i trattamenti periodici da effettuarsi in relazione a determinati periodi dell’anno o a specifiche necessità.

Considerando la conformazione e la composizione del fusto, è doveroso utilizzare detergenti specifici per le lunghezze, che non ne vadano ad alterare il pH che è leggermente più acido del cuoio capelluto (3,5,) in quanto deve garantire la chiusura delle cuticole, poste a protezione della parte interna del capello. Detergenti troppo aggressivi, alterano la naturale protezione delle lunghezze, determinando l’apertura delle cuticole, con  perdita di acqua e di lipidi  e conseguente disidratazione, impoverimento e vulnerabilità  del fusto.

La linea tricologica IKS, propone i suoi shampoo specifici per le lunghezze, diversificati secondo la tipologia dei capelli e studiati appositamente per detergere con azione volta a riequilibrare il pH fisiologico, grazie al mix di tensioattivi ad estrazione naturale, calibrati per risultare perfettamente compatibili con le loro esigenze. I principi attivi funzionali ad estrazione naturale in essi contenuti, svolgono inoltre effetto condizionante e blandamente ristrutturante, per dare idratazione e corposità. Già quindi con gli Shampoo lunghezze i capelli risultano morbidi e districati.

E’ però indispensabile completare l’azione con specifici prodotti condizionanti e ristrutturanti, in grado di fornire sostanze che possano ricomporre, ove necessario, la naturale struttura del capello e svolgere un’importante azione di prevenzione rispetto a potenziali danni futuri.

I prodotti RISTRUTTURANTI della linea tricologica IKS, a base di oli vegetali, vitamine, Sali minerali, proteine e aminoacidi vegetali, apportano idratazione e nutrimento, ripristinano le naturali barriere difensive della cuticola e  provvedono a ricostruire eventuali aree danneggiate della corteccia, facendo risultare così i capelli corposi, morbidi, lucidi, docili al pettine e privi di elettricità….ossia visibilmente sani!

I RISTRUTTURANTI IKS possono essere utilizzati singolarmente o in contemporanea, dopo lo shampoo specifico, in base alle esigenze dei capelli.

Periodicamente, a scopo di prevenzione o per affrontare i danni delle lunghezze dati da fattori fisico-chimici (colorazione, decolorazione, permanenti, uso di piastre, spazzolature energiche..) o dopo l’inverno o le vacanze estive, è opportuno chiedere al proprio parrucchiere il trattamento professionale della RICOSTRUZIONE in cui tutti i prodotti RISTRUTTURANTI IKS vengono utilizzati secondo il metodo I.K.S. per ricostruire i capelli in profondità e rimediare a danni anche gravi dei fusti.

Per concludere vale la pena ricordare che anche i prodotti di finitura per la piega come lacche, schiume, gel, devono avere componenti che contribuiscano a salvaguardare la struttura del capello, dando volume, stabilità e forma, senza danneggiarlo…. esattamente come fanno tutti i FINISH della linea tricologica IKS, a base di estratti naturali e senza siliconi sintetici che creano pesantezza e  rivestono le lunghezze di una guaina che, a lungo andare, crea secchezza e determina i presupposti per le doppie punte.

 

PREPARIAMO I NOSTRI CAPELLI ALL’ARRIVO DELLA PRIMAVERA

Per preparare al meglio i nostri capelli all’arrivo della primavera e liberarsi delle conseguenze dei mesi invernali che hanno sicuramente lasciato scorie e tossine, è bene farsi fare un check-up professionale presso un parrucchiere qualificato H.K.

L’uso della microcamera, microscopio in grado di aumentare la visibilità di oltre 200 volte,  consentirà di visualizzare in maniera accurata le condizioni di cute e lunghezze e permetterà al nostro parrucchiere di valutare in maniera precisa le reali condizioni del nostro cuoio capelluto e dei nostri capelli e di stabilire quali saranno i trattamenti IKS più adeguati per ripristinarne il benessere naturale.

Sicuramente prima di ogni trattamento, non dovrà mancare la pulizia in profondità tramite il PEELING PROFESSIONALE che eliminerà residui di sebo, forfora, cellule morte e riporterà il nostro Ph alle condizioni fisiologiche di normalità. Il Ph del cuoio capelluto alterato, va a minare l’efficacia del film idrolipidico, la naturale barriera composta da sebo e sudore,  preposta alla protezione della cute, favorendo in questo  modo l’azione di cariche batteriche nocive e stati infiammatori, con grave danno per i nostri capelli.  PEELING CREAM, la delicata crema a base di principi attivi funzionali per la pulizia dell’ostio follicolare e PURIFICANTE CUTANEO, mix di oli essenziali dalla potente azione dermopurificante e antisettica, garantiranno follicoli liberi e  microcircolo riattivato e prepareranno al massimo della ricettività il cuoio capelluto per i successivi trattamenti.

Anche le lunghezze dovranno essere verificate per capire quali danni possano aver subito durante il periodo invernale.  Gli sbalzi termici, gli agenti atmosferici, i trattamenti chimici e meccanici, possono aver inaridito i capelli o prodotto danni più in profondità, attraverso lesioni più o meno marcate della cuticola. Il parrucchiere H.K., attraverso l’uso della microcamera, sarà in grado di valutare la qualità delle lunghezze e capire se può essere sufficiente una Ricostruzione Professionale con i prodotti Ristrutturanti della linea IKS (Keratine, Repair Cream e Mineral Acid), oppure se non sarà il caso di procedere a tagli più o meno decisi!

Il nostro parrucchiere non dimenticherà di certo di darci anche i giusti consigli per un adeguato MANTENIMENTO A CASA, sicuramente non meno importante dei trattamenti in salone, in quanto logica continuità per la risoluzione delle anomalie riscontrate, in vista di una normalizzazione di cuoio capelluto e capelli e della prevenzione del ripresentarsi delle stesse.

Dal nostro parrucchiere avremo pertanto lo Shampoo cute adeguato, quello specifico per le lunghezze, il Ristrutturante  più adatto (Repair Cream o Keratine o entrambe) e il prodotto di Finish giusto per la gestione in autonomia della piega (Natural Lac, Natural Mousse, Fluid Cristal o Defining Fluid Curl). Se sarà il caso, potrà consigliarci anche l’uso di Peeling Cream e il prodotto trattante per la cute (Esarome Forfora – Sebo- Vitalizzante) in caso di anomalie specifiche.

Non dare continuità a casa, significherebbe annullare i benefici dei Trattamenti in Salone in quanto solo la REGOLARITA’ DELL’UTILIZZO GARANTISCE LA PIENA EFFICACIA DELLA LINEA IKS, la cui funzione principale è di tenere sotto controllo i sintomi di certe anomalie per arrivare, nella costanza dell’uso, alla prevenzione delle stesse.

A volte il taglio più o meno drastico può essere reso necessario a causa della condizione dei nostri capelli che, se abbiamo trascurato, possono presentare lesioni irreversibili. A volte può essere che l’arrivo della nuova stagione, con le giornate che si illuminano di colori più vividi e brillanti e l’aria che sa di rinnovamento ,  ci invogli ad un cambiamento della nostra immagine.

Prenderci cura di noi stessi  rinnovare il nostro aspetto con un taglio più giovanile,  un cambio di colore o qualche effetto speciale che ci illumini il viso, può realmente contribuire a migliorare il nostro stato d’animo, a darci più energia e vitalità, a infonderci più voglia di affrontare con meno ansia i problemi che la stressante quotidianità della vita moderna sicuramente non manca di riservarci. 

L’ALOPECIA PSICOGENA: UN PROBLEMA SEMPRE PIU’ DIFFUSO

Alopecia Psicogena. Hairk Kulture, Natural & Technology Hair Product

L’alopecia da stress (o alopecia psicogena) si configura come un disturbo psicosomatico causato dallo stress e dalle tensioni nervose.

Per una migliore comprensione di questa forma di alopecia è necessario prima inquadrare la sua causa scatenante, ossia lo stress.

Lo stress è una reazione che si manifesta quando una persona percepisce uno squilibrio tra le sollecitazioni ricevute e le risorse a disposizione. Si tratta, precisamente, di una sindrome generale di adattamento (SGA) atta a ristabilire un nuovo equilibrio interno (omeostasi) in seguito a fattori di stress (stressors). Lo stress ha quindi la funzione benefica di attivare risorse e guidarci alla risoluzione di problemi e lo possiamo suddividere in tipo acuto oppure cronico.

Lo stress acuto si traduce in un episodio sporadico e di breve durata, la cui risposta consiste nella reazione di allarme (definita in questo caso di “attacco o fuga”), in una resistenza di brevissima durata e un quasi istantaneo ritorno alla normalità.

Lo stress cronico invece è più complesso e si traduce in un episodio o una situazione di lunga durata. A seconda della sua manifestazione possiamo suddividerlo in cronico intermittente e cronico propriamente detto.

Il primo consiste in una serie di episodi costanti di stressors, mentre il secondo in una situazione generale di stress che, malauguratamente per colui che ne è vittima, si conclama anche in assenza di stressors.

Lo stress cronico può avere varie conseguenze come la perdita della capacità di rilassarsi, mal di testa, tensioni muscolari, abbassamento delle difese immunitarie e come appunto già detto, l’alopecia psicogena.

Uno stress forte e improvviso (stress acuto) spesso è dovuto a un evento emotivo molto importante e può far cadere centinaia di capelli in fase di riposo (telogen effluvium acuto). I capelli si rifugiano nella fase di telogen, bloccando ogni attività e arrivando dopo tre mesi a cadere, senza peraltro risultare danneggiata la struttura del follicolo che finito, il momento di stress, sarà pronto per un nuovo ciclo. Si tratta pertanto di una forma di alopecia reversibile.

Se lo stress è meno intenso e più costante nel tempo (stress cronico), avremo invece un telogen effluvium cronico dove la perdita sarà meno importante, ma sarà anche più difficile risolvere il problema.

Questi due tipi di Telogen Effluvium contribuiscono non poco a velocizzare l’evoluzione di altre forme di calvizie. Il follicolo tende ad accelerare ulteriormente il suo ciclo e i capelli nella fase di telogen aumentano notevolmente di numero. Spesso non riescono neanche a passare alla fase di riposo e cadono nella fase di crescita, diventando sempre più piccoli e sottili.

Nella risposta veloce, ossia durante lo stress acuto, il sistema simpatico causa il rilascio di adrenalina e noradrenalina (gli ormoni dell’ “attacca o fuggi”), che permettono all’organismo di affrontare un pericolo imminente.

Nella risposta lenta invece l’ipotalamo secerne l’ormonecorticoliberina (CHR)che a sua voltastimola il rilascio della corticotropina ( ACTH) e della vasopressina (ADH).

L’ADH (o vasopressina) determina la ritenzione idrica che causa l’aumento di volume ematico e la costrizione dei vasi.

L’ACTH agisce invece a livello corticale surrenale, stimolando il rilascio di cortisolo e aldosterone. Il cortisolo induce il fegato a rilasciare glucosio nel sangue, per permettere all’organismo di affrontare il momento di bisogno con maggiori risorse energetiche, ma se lo stress diventa continuo nel tempo, il cortisolo, da utile baluardo dei nostri bisogni, diventa sostanza dannosa capace di “corrodere” le funzioni più importanti del nostro organismo. L’eccesso di glucosio provoca infatti alterazioni nella produzione d’insulina e manda in tilt l’equilibrio ormonale. Un’alterazione della produzione di glucosio determina l’intolleranza del primo e insulino resistenza, condizioni che possono portare al diabete. Vengono rilasciate nel sangue maggiori quantità di grassi che a lungo andare provocano un aumento di colesterolo e trigliceridi e un conseguente incremento del rischio cardiovascolare. Si ha poi un maggior utilizzo da parte dell’organismo degli aminoacidi dei tessuti muscolari, riducendo così le risorse proteiche dei nostri muscoli. La pelle diventa più sottile e meno elastica e si indeboliscono i tessuti linfoidi, deputati a modulare le difese immunitarie del nostro organismo. Inoltre la liberazione eccessiva e costante di cortisolo è anche in grado di danneggiare la mucosa gastrica. Gastriti, esofagite da reflusso, lesioni ulcerose sono spesso correlate alle alterazioni di quest’ormone. Adrenalina e cortisolo sono i due ormoni dello “stress” capaci di risolverci un sacco di problemi se secreti nelle giuste quantità, ma nemici della salute se prodotti in eccesso.

Per capire come lo stress possa influire sul “blocco” delle attività del capello bisogna prima specificare un concetto base, ossia l’azione dell’AdenosinaMonofosfatoCiclico (AMPciclico o cAMP) . L’AMP ciclico, importante metabolita, se non “disturbato”,adempie costantemente ai suoi compiti e consente alle cellule di produrre energia con la glicolisi e compiere in maniera normale le loro funzioni.
Il suo ruolo in questo caso è attivare quei processi metabolici per produrre costantemente energia per costruire le proteine del capello, permettere a quelle della matrice di produrre cheratina e ai melanociti di secernere i pigmenti necessari. Le cellule della matrice hanno sulla membrana anche dei recettori alfa per l’adrenalina e la noradrenalina. Lo stress scatena la produzione di questi ormoni, e si ipotizza che legandosi al recettore alfa, provochino inibizione dell’attività dell’AMP ciclico, inibizione della glicolisi, riduzione dell’attività delle cellule del follicolo e conseguente perdita dei capelli.
In qualche maniera l’adrenalina e la noradrenalina prodotte in eccesso a causa di uno stress fisico o psichico, contribuiscono assieme al DHT (driidrotestosterone – ormone androgeno derivato del testosterone) nell’azione di “disturbo” delle attività metaboliche del follicolo pilifero.
Non per niente sono stati riferiti casi in cui a seguito di un forte spavento o stress anche l’attività dei melanociti veniva bruscamente fermata. L’adrenalina prodotta in eccesso e lo stress ossidativo, impediscono così alla maggior parte dei melanociti di produrre la melanina. Ecco perché non è luogo comune che, a seguito di periodi prolungati di stress, aumentino i capelli bianchi!
L’aumento di cortisolo che si determina da uno stress prolungato negli anni, inibisce la produzione di tutti gli eicosanoidi (ormoni locali), sia quelli dannosi che provocano infiammazione, sia quelli benefici che permettono una comunicazione ormonale perfetta dei sistemi cardiovascolare, nervoso e immunitario.

Nel caso dei capelli, il cortisolo, bloccando l’azione di questi eicosanoidi “buoni”, altera l’azione dell’ AMP ciclico con conseguenze gravi su tutta l’attività cellulare del follicolo.

Il cortisolo in eccesso, inoltre, mobilita continuamente glucosio nel sangue, che, in tal misura, è in grado di alterare (glicolisare) la struttura molecolare delle proteine destinate ai processi rigenerativi del nostro organismo, come ad esempio quelle coinvolte nella formazione della cheratina dei capelli.

I disordini metabolici e le interferenze nei messaggi ormonali più o meno transitori, causati dallo stress determinano inoltre, come diretta conseguenza, la formazione di radicali liberi.
I radicali liberi possono ossidare grassi, proteine, DNA, danneggiando la struttura di queste molecole. Le cellule “operaie” della matrice del capello, deputate alla continua produzione di cheratina, possono essere influenzate dallo stress ossidativo dei radicali liberi, i quali peraltro danneggiano anche gli enzimi e le molecole del bulbo pilifero, scatenando una reazione a catena che negli anni provoca un accelerato invecchiamento della struttura del capello. Il follicolo pilifero subisce una parziale alterazione del ciclo e le cellule germinative (cellule della matrice) anticipano la loro temporanea “morte” cellulare (apoptosi). Il periodo catagen, che prepara il follicolo pilifero alla nascita di un nuovo capello risulta così alterato e imperfetto, determinando nel tempo un diradamento costante.

Da quest’analisi appare pertanto evidente come una condizione di stress, a partire da singoli episodi, sino ad arrivare alla cronicità, metta a serio rischio la nostra salute, coinvolgendo le principali funzioni dei nostri organi, tra cui, come abbiamo visto, anche la salute e la bellezza dei nostri capelli. Sarebbe pertanto importante ridurre le fonti ansiogene e cercare di vivere in una condizione di equilibrio fisico ed emotivo, ma dal momento che è la stessa società in cui viviamo ad imporci ritmi cui diventa molto complicato sottrarsi, quantomeno possiamo aiutare il nostro organismo ad affrontare al meglio della propria condizione, le conseguenze determinate dallo stress. Diventa pertanto fondamentale avere uno stile di vita adeguato e una giusta alimentazione che rafforzi il sistema immunitario e fornisca tutti i nutrienti indispensabili per ottimizzare gli scambi che avvengono nel nostro organismo. Per quanto riguarda i capelli, un grande aiuto può darlo acquisire sane abitudini di igiene e cura degli stessi con prodotti non aggressivi, finalizzati a mantenere inalterato l’equilibrio del film idrolipidico della cute, a nutrire e idratare quando serve, a restituire le proteine danneggiate, attraverso la sinergia di componenti finalizzati proprio a rimediare ai danni delle alterazioni metaboliche cui sono sottoposte le cellule del follicolo e del capello a causa dello stress. Noi di H.K. Hair Kulture, con la nostra linea tricologica IKS ad estrazione naturale, è quello che ci sforziamo di fare.