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LA CADUTA STAGIONALE: CAUSE E POSSIBILI SOLUZIONI

Pubblicato il 01/10/2020

La caduta dei capelli stagionale è un fenomeno fisiologico naturale che si traduce con un voluminoso aumento del numero giornaliero di capelli che cadono durante alcuni mesi dell’anno.

Si stima che normalmente si perdano tra i 50 e i 70 capelli al giorno mentre durante i cambi stagionali la media si alza a 100 – 150. Si tratta però di una condizione solitamente temporanea che tende a normalizzarsi entro poche settimane.

Questo fenomeno coinvolge indistintamente sia uomini che donne.

Una capigliatura sana è naturalmente soggetta al fisiologico ciclo vitale del pelo, che viene solitamente diviso in cinque fasi principali:

la FASE ANAGEN, ossia la fase di crescita del capello, caratterizzata da un accrescimento rapido e costante la cui entità può variare da individuo a individuo, ma solitamente si attesta intorno ad 1 cm ogni mese e la cui durata può essere di 2/4 anni negli uomini, fino ai 5/6 anni nelle donne, 

la FASE CATAGEN, la cui durata è limitata a poche settimane, nella quale l’accrescimento del capello tende a ridursi progressivamente fino ad arrestarsi completamente mentre il bulbo pilifero tende a risalire verso la superficie del cuoio capelluto, 

la FASE TELOGEN, vale a dire il periodo conclusivo del ciclo vitale del pelo, durante il quale si verifica la vera e propria perdita del capello, che non essendo più ancorato al follicolo pilifero può cadere alla minima sollecitazione,

la FASE EXOGEN ovvero il momento in cui il capello si stacca dal follicolo pilifero e infine

la FASE KENOGEN che coincide con un breve periodo “di riposo” del follicolo, prima della nascita di un nuovo capello.

A seguito di quanto detto, occorre fare una distinzione tra perdita di capelli stagionale e perdita dei capelli anomala o patologica.

In autunno e primavera, persino nelle persone che hanno folte chiome, la caduta può superare di gran lunga i cento capelli al giorno. In questi casi a cadere sono solo i capelli in fase TELOGEN (si parla infatti di telogen effluvio stagionale), i cui follicoli stanno già lavorando per produrre nuovi capelli.

Le cause possono essere molteplici: c’è chi lo riconduce a una semplice eredità genetica che ha le sue radici nel processo stagionale di muta del pelo tipico dei mammiferi, chi ritiene che la variazione del rapporto fra ore di luce e ore di buio incida sull’equilibrio ormonale, chi propone una spiegazione più psico-sociologica del fenomeno, indicando nel ritorno alla vita “malsana” della città, col suo carico negativo di stress da lavoro, ritmi frenetici e inquinamento atmosferico, la causa primaria dell’aumento della caduta, mentre altri studi scientifici affermano che sia da ricercare a partire dai mesi precedenti. Per quanto riguarda l’autunno, infatti, il sole preso nei mesi estivi danneggerebbe il bulbo, procurando quindi la caduta dei capelli, nel caso della primavera invece, l’eccessivo freddo preso in inverno causerebbe una vasocostrizione nel cuoio capelluto, danneggiando nuovamente i bulbi e quindi inducendo la caduta.

Alla luce di ciò, il periodo primaverile e quello autunnale non fanno altro che accelerare il ciclo di vita proprio dei capelli ed il loro fisiologico rinnovamento. Se tuttavia la caduta stagionale è un fenomeno relativamente nella norma, diventa patologica e con conseguenze anche gravi quando si sovrappone ad anomalie preesistenti, di cute o di capelli, trascurate e non gestite nella giusta maniera. Ecco perchè è importante prendersi cura in maniera costante tutto l’anno del proprio cuoio capelluto e delle lunghezze, acquisendo coscienza di eventuali anomalie, da gestire con prodotti specifici, al fine di riportare cute e capelli ad una condizione di normalità e affrontare con il minor danno possibile la quasi inevitabile caduta dei cambi stagionali, così come è importante intervenire nel periodo della caduta stessa con prodotti mirati ad aiutare l’attività dei follicoli piliferi e a sostenere lo sviluppo e la crescita dei capelli nuovi.